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museo del tartufo San Giovanni d'Asso

Buongiorno,
nella speranza di far cosa gradita comunichiamo che da questo fine settimana il Museo di Montalcino, Il Museo del Tartufo e la Biblioteca di San Giovanni d’Asso saranno riaperti al pubblico.
La gestione dei servizi di apertura al pubblico è affidata all’ Associazione Pro Loco Montalcino, con convenzione del Comune di Montalcino 22/06/2018.
L’Associazione Pro Loco Montalcino per l’espletamento della Carta dei Servizi del Museo del Tartufo e la Biblioteca di San Giovanni si avvale della preziosa collaborazione sussidiaria della S. Coop. Le Biancane .

Museo di Montalcino
Orario: 10,00- 13,00 / 14,00 – 17,50 (chiuso il lunedì se non festivo) - info e prenotazioni tel. 0577 849331 – info@prolocomontalcino.com biglietto : € 4,50 intero - € 3,00 ridotto - € 6, cumulativo Museo + Fortezza ( Museo di Montalcino + Museo del Tartufo € 6,00)

Sezione Civico Diocesana
A Montalcino, negli ambienti dell’antico convento di Sant’Agostino, si conservano opere che ben rappresentano lo svolgimento dell’arte senese nei secoli XIV- XVIII. Si incontrano dipinti e sculture dovuti a maestri della grande scuola senese del 1300: due polittici della cerchia di Duccio, due monumentali complessi di Bartolo di Fredi. L’Annunciazione lignea che affianca uno di questi, i Santi Paolo e Pietro di Ambrogio Lorenzetti. Testimonianze dell’arte gotica trecentesca e Quattrocentesca sono le sculture in legno dipinto di grande qualità; come il San Pietro in cattedra di Francesco di Valdambrino. Una graziosa Madonna col Bambino di Sano di Pietro, così come le testimonianze di Benvenuto di Giovanni e del Vecchietta illustrano la peculiarità del quattrocento senese. Quanto al sec. successivo si devono segnalare la pala e il San Sebastiano in terracotta invetriata che documentano la fortuna delle “robbiane”. Sempre per il secolo XVI una Madonna della Misericordia di Vincenzo Tamagni rivela riflessi della maniera di Raffaello. Il percorso prosegue con ambienti dedicate alle arti applicate, nelle quali sono esposti parati liturgici, antichi antifonari e la Bibbia atlantica di Sant’Antimo. Una rara collezione di maioliche arcaiche prodotte tra il ‘200 e il ‘300 ed un nucleo di oreficerie, tra le quali spicca un Cristo in bronzo del Giambologna. Tra le opere più antiche la straordinaria Croce dipinta proveniente dall’Abbazia di Sant’Antimo XII sec.
Sezione Archeologica
L’attività archeologica ebbe inizio nel 1950, quando, dopo un incontro con il noto archeologo senese Ranuccio Bianchi Bandinelli, venne effettuata una breve campagna di scavi sul Poggio della Civitella, che permise il recupero di reperti etruschi e la definizione dell’interessante sito, unicum nell’Etruria e oggi trasformato in Parco Archeologico. Nel 1957, all’interno di una voragine naturale nella zona di Castelnuovo dell’Abate, venne individuata la grotta sepolcrale di un esteso villaggio dell’Età del Bronzo (II millennio a.C.), da ritenersi unico nella preistoria italiana. Tra tanti reperti venuti alla luce, è da segnalare un vaso in ceramica acroma dello stile “apulo-materano”, primo esemplare rinvenuto in Toscana, con due anse revolute a rocchetto. Nel 1959 sul Poggio Castellare, sopra l’abbazia di Sant’Antimo, fu rintracciata una cinta muraria a secco lunga circa 350 metri con i crolli di 5 torri circolari. La Soprintendenza Archeologica della Toscana dichiarò che si trattava di uno dei Castellieri più grandi, completi e interessanti dell’Italia centrale. Nello stesso anno furono nuovamente incontrati gli Etruschi lungo il Fosso del Tesoro (tra Sant’Angelo in Colle e Castelnuovo dell’Abate). Una tomba a camera del III secolo a.C. a rito misto. Nel 1968, in un terrazzo prospiciente l’Ombrone, fu scavata un’industria litica, una vera fabbrica di utensili in pietra lavorata mediante percussione e ritocco. Risalendo la collina fu ritrovata, nel bosco dell’Albigiana, una bellissima amigdala in diaspro rosso venato, ossia un’ascia in pietra a punta e taglio, il primo strumento fabbricato dall’uomo. Nel 1966, durante i lavori di rimboschimento nella zona demaniale lungo il fosso del Dragone, venne alla luce un sepolcreto romano di Età Augustea, con tombe alla cappuccina per il rito funebre dell’incinerazione.

Museo del Tartufo di San Giovanni d’Asso
Orario : Venerdi – Sabato – Domenica 10,00 13,00 / 15,00 – 18,00 - info e prenotazioni tel. 0577 803268 - 349 754247 biancane@inwind.it - museotartufo@gmail.com : € 4,00 intero - € 3,00 ridotto - ( Museo di Montalcino + Museo del Tartufo € 6,00)

San Giovanni d'Asso, ponte naturale tra le Crete e la Val d'Orcia, ospita il primo museo italiano del Tartufo entro i suggestivi sotterranei del trecentesco castello, che presenta un importante ciclo decorativo ad affresco. Il percorso comincia con "il mistero del tartufo": tra stregoneria, scienza ed erotismo, si racconta della leggenda che lo voleva originato da un fulmine fino ad arrivare alla definizione scientifica vera e propria. A seguire sono proposte esperienze sensoriali attraverso percorsi che coinvolgono il tatto, l'udito, il gusto e infine il cosiddetto "odorama", vera giostra dedicata all'olfatto. Alla vista sono poi dedicati contributi multimediali. L'ultima sezione del museo riproduce una mensa contadina e una alto borghese e indaga le tecniche di raccolta, conservazione e di impiego in cucina. Chiude il percorso il centro documentazione in cui si realizzano anche laboratori didattici.

Biblioteca di San Giovanni d’Asso
Orario tutti i Sabato mattina dalle 10,00 alle 13,00 - info e prenotazioni 349 754247 biancane@inwind.it

Jun 24 => Oct 24

ufficioturistico@comune.sanquiricodorcia.si.it

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